Differenza tra vedere e guardare

IN BREVE

Vedere è legato, nel proprio significato primario, alla percezione del mondo esterno attraverso la vista, mentre guardare si riferisce all’atto di rivolgere lo sguardo verso qualcosa o qualcuno, con più o meno attenzione o benevolenza.

Vedere - Differenza tra vedere e guardare
Vedere significa percepire il mondo tramite il senso della vista.

Vedere deriva dal latino videre (dalla radice indeuropea weid-) e significa percepire la realtà attraverso l’uso della vista; da questo verbo derivano moltissime parole, come provvedere, avvisare, ravvisare e il meno banale invidiare (dal latino invideo, ma anche dallo stesso concetto di invidia legata al malocchio). Vedere viene utilizzato anche con significati quali esaminare, leggere, avere dinanzi a sé, visitare, accorgersi di qualcosa, intendere, considerare, tentare. Nella forma riflessiva vedersi il verbo è caratterizzato da una sfumatura legata alla propria persona (vedersi allo specchio), ma anche (e questo lo contraddistingue dalla forma riflessiva di guardare) nel senso di credersi o sentirsi in un determinato modo. Sempre in forma riflessiva indica l’atto di incontrarsi con qualcuno. Il verbo può essere usato come sostantivo maschile per indicare l’atto del vedere o l’apparenza di qualcosa o qualcuno (ad esempio bel vedere). Sono numerosissimi i modi di dire che hanno come protagonista questa parola: chi s’è visto s’è visto!, farla vedere a …, non dare a vedere, vederci doppio. Tra i proverbi: Dio vede e provvede, Il buongiorno si vede dal mattino, Occhio non vede cuore non duole o il più partenopeo Vedi Napoli e poi muori. Famosissima tra i giocatori di carte e non solo l’espressione “Vedo!” del poker, usata per accettare la giocata dell’avversario e farsi mostrare le carte; la stessa parola è anche la formula con cui i veggenti introducono le proprie previsioni.

Guardare - Differenza tra vedere e guardare
Un guardavia, meglio conosciuto come guardrail.

Guardare deriva dal latino medievale guardare e dal franco wardon (stare in guardia). Spesso è accompagnato da avverbi quali attentamente, benevolmente e distrattamente. Il prefisso guarda- viene utilizzato nelle parole composte indicando persone addette alla custodia o alla sorveglianza di esseri viventi o inanimati (guardacaccia, guardalinee, guardasigilli), oppure oggetti con funzione protettiva (guardacenere, guardaroba, guardavia, quest’ultimo più comunemente noto come guardrail). Il verbo guardare in forma intransitiva significa badare, fare attenzione a qualcosa o qualcuno e, riferito a edifici, stanze o finestre, all’orientamento in funzione di una particolare direzione o punto di riferimento. Guardarsi, come vedersi, è legato in modo particolare alla percezione di una persona del proprio corpo, ma a differenza del secondo verbo può anche significare preservarsi e difendersi oppure interagire o meno con un’altra persona (ad esempio in quelle persone non si guardano più). Nel linguaggio parlato viene utilizzato in espressioni come Stare a guardare, Guardare e non toccare e in proverbi come A caval donato non si guarda in bocca.