Differenza tra tumore e cancro

IN BREVE

La differenza tra tumore e cancro deriva innanzitutto dall’etimologia delle parole. Il termine “tumore” (dal latino) significa rigonfiamento e comprende tutte le neoplasie cellulari, infatti indica il proliferare delle cellule in modo anomalo. Mentre con la parola “cancro”, ovvero granchio, si vanno ad identificare solamente i tumori di tipo maligno, poiché la moltiplicazione cellulare determina la formazione di prolungamenti invasivi, che avvolgono le cellule normali vicine, distruggendole. In conclusione possiamo quindi dire che con la parola tumore, in oncologia, si definiscono le neoplasie cellulari in generale e fra queste vengono definite con la parola cancro esclusivamente le neoplasie maligne.

Tumore - Differenza tra tumore e cancro
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Il termine tumore deriva dal latino “tumor“, che significa “rigonfiamento”ed indica una neoformazione e la crescita abnormale di tessuto di tipo autonomo, in maniera progressiva e irreversibile. I tumori, detti anche neoplasie, sono formati da cellule la cui crescita è incontrollata; proliferano in eccesso e in modo scoordinato rispetto ai tessuti normali. Tale fenomeno è causato da alterazioni del patrimonio genetico delle cellule interessate, ed è alla base di una vasta gamma di malattie, classificate per diverse caratteristiche principalmente in tre modi:

– in base all’istologia delle cellule proliferanti(la loro natura): si possono avere tumori epiteliali, mesenchimali, delle cellule del sangue o del tessuto nervoso;

– in base all’aggressività e il decorso clinico: si distinguono in tumori benigni (non cancerosi) e tumori maligni (cancerosi, o cancro);

– i tumori maligni possono essere ulteriormente classificati in base allo stadio tumorale.

Tumore - Differenza tra tumore e cancro
Il nastro rosa è il simbolo della lotta e della prevenzione al tumore al seno.

Dunque si possono avere tumori benigni o maligni. I tumori benigni sono masse di cellule ben delimitate, circondate da una capsula di tessuto connettivo, che le rendono incapaci di infiltrare i tessuti circostanti o di generare metastasi, per cui rimangono limitate nell’organo in cui si è sviluppato il tumore.
tumori maligni, definiti anche con il termine cancro, si differenziano dai precedenti per la loro capacità di infiltrare altri tessuti e di formare metastasi, ovvero di lasciare il sito di origine, attraverso i vasi sanguigni, il sistema linfatico o per semplice diffusione attraverso le cavità corporee, invadere i tessuti vicini, migrare dall’organo d’appartenenza per andare ad attaccare altri organi vitali, diffondendo così il tumore anche in altri tessuti; le metastasi rappresentano la fase più avanzata della progressione tumorale e costituiscono le principali cause dei decessi. Tuttavia la maggior parte dei tumori maligni originano dall’evoluzione di tumori benigni, che acquistano la capacità di infiltrare i tessuti e metastatizzare.
I processi tumorali maligni, a seconda del tessuto nel quale hanno origine, sono distinti fondamentalmente in tre gruppi. Si parla di carcinomi quando vengono interessati i tessuti ghiandolari ed epiteliali, di sarcomi se sono colpiti i tessuti adiposi, connettivali e muscolari, oltre a vasi sanguigni, nervi, ossa e cartilagini, infine si parla di leucemia quando viene colpito il sistema circolatorio sanguigno o linfatico. Nella maggior parte dei tumori le cause scatenanti sono di tipo ambientale; generalmente la neoplasia è provocata dall’esposizione prolungata ad agenti cancerogeni e da abitudini dannose persistenti: fumo di sigarette, amianto, alcol, fumi sviluppati dalla combustione del petrolio o del carbone, una dieta squilibrata, esposizione a raggi ultravioletti, ecc..

Cancro - Differenza tra tumore e cancro
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Con la parola cancro, che significa letteralmente granchio, si indicano solamente alcuni tipi di tumori, quelli definiti maligni: il termine infatti è stato coniato osservando che le cellule nel corso della loro incontrollata moltiplicazione formano propaggini (che ricordano la forma dei granchi) che avvinghiano le cellule normali vicine e le distruggono. La funzionalità degli organi invasi nella maggior parte dei casi vengono a mancare (ipofunzione), inoltre si riscontra frequentemente cachessia neoplastica, ossia grave debilitazione generale. Le cellule cancerogene appaiono morfologicamente e funzionalmente diverse dalle normali cellule che compongono il resto dell’organismo. La loro anomalia morfologica è tanto maggiore quanto più indifferenziato è il tumore e si manifesta con polimorfismo (mancanza di uniformità nella forma e nelle dimensioni delle cellule) degli organi cellulari, in particolare del nucleo, che è frequentemente ipertromico ed in fase mitotica. I tessuti vicini al tumore maligno vengono invariabilmente infiltrati e distrutti dalle cellule tumorali che si sostituiscono a quelle normali e continuano a diffondersi e a proliferare in maniera incontrollata, fenomeno noto con il termine di “invasività neoplastica“. Dunque le principali caratteristiche strutturali del tessuto neoplastico sono:

– presenza di cellule anomale molto diverse da quelle del tessuto di origine;

– perdita di ogni caratteristica morfologica e funzionale del tessuto di origine;

– difficoltà di individuazione a causa della loro diffusione;

– crescita di tipo infiltrativa/espansiva: il cancro non ha confini netti e oltre a crescere di volume si infiltra nei tessuti circostanti, invadendoli.