Differenza tra suono e rumore

IN BREVE

Comunemente si tende a collegare la parola suono a qualcosa di piacevole e la parola rumore a qualcosa di fastidioso, ma questa differenza è piuttosto soggettiva; mentre dal punto di vista fisico un suono è prodotto da oscillazioni rapide e regolari, invece un rumore da vibrazioni discontinue e casuali.

Suono - Differenza tra suono e rumore
La chitarra se suonata correttamente produce un suono.

Il suono è un fenomeno acustico prodotto dalle oscillazioni delle particelle atomiche dei corpi, che si propagano nell’aria che ci circonda, sotto forma di onde sonore ad una velocità di 344 metri al secondo; esse, producendo variazioni di pressione dell’aria stessa, raggiungono l’orecchio, il quale tramite un complesso meccanismo interno, è responsabile della creazione della sensazione uditiva, direttamente correlata alla natura della vibrazione. Tali movimenti oscillatori risultano di uguale lunghezza e velocità, cioè le molecole vibrano seguendo una determinata traiettoria regolare, in questo modo si riesce a percepire una sensazione sonora continua e di qualità ben definita. Nelle onde sonore è definita ampiezza la differenza tra la pressione del mezzo non perturbato e la pressione massima causata dall’onda; la velocità di propagazione delle onde sonore dipende dalla temperatura e pressione del mezzo attraverso il quale si propagano. Inoltre come tutte le onde, anche quelle sonore sono caratterizzate da una frequenza, definita come il numero di oscillazioni (variazioni di pressione) al secondo, che si misura in Hz; l’uomo è in grado di percepire i suoni compresi tra i 20 Hz e i 20.000 Hz.

Rumore - Differenza tra suono e rumore
Il pianto di un bambino è un rumore.

Un rumore è un fenomeno sonoro di diversa natura ed origine, generalmente considerato molesto o sgradito, che può portare effetti negativi per la salute fisica e la tranquillità psichica dell’uomo o degli animali.
Il rumore è sostanzialmente un suono, i cui movimenti oscillatori di lunghezza e velocità sono irregolari, poiché ogni molecola segue una direzione diversa e disordinata. In questo modo il nostro orecchio riesce a percepire una sensazione uditiva continua, ma di qualità indeterminata.