Differenza tra Statuto Albertino e Costituzione della Repubblica

IN BREVE

Lo Statuto Albertino è il documento emanato il 4 marzo 1848 da Re Carlo Alberto di Savoia per il Regno di Sardegna per unire l’Italia sotto un unico sistema legislativo. A questo testo seguì la Costituzione della Reubblica, che dal 1° gennaio 1948 divenne la carta di riferimento dell’Italia Unita, emanata dall’Assemblea costituente eletta a suffragio universale maschile nel giugno del 1944.

Statuto Albertino
La firma dello Statuto Albertino da Wikipedia.it

Lo Statuto Albertino, entrato in vigore il 4 marzo 1848, deve il suo nome al sovrano che lo emanò, Carlo Alberto di Savoia, Re del Regno sardo-piemontese. Nato quindi come raccolta di Leggi ad opera della Monarchia Sabauda, diventa la prima carta fondamentale della nuova Italia unita anche dopo il 17 marzo 1861.
Rimane il documento legislativo ufficiale, con alcune minime modifiche, fino all’entrata in vigore della Costituzione Italiana, il 1° gennaio 1948.

La Costituzione della Repubblica entra appunto in vigore il 1° gennaio 1948 e costituisce l’insieme delle Leggi su cui si fonda lo Stato Italiano. E’ stata approvata il 22 dicembre 1947 dall’Assemblea Costituente.

La costituzione italiana
La prima pagine della Costituzione da Wikipedia.it

Vi sono alcune differenze ben precise tra Statuto Albertino e Costituzione:
1) lo Statuto Albertino è breve (composto da pochi articoli che illustrano la forma di governo e le principali Leggi), mentre la Costituzione è composta da molti articoli (139 articoli divisi in 4 sezioni);
2) lo Statuto è stato emanato dal Re: è quindi opera di un unico sovrano, mentre la Costituzione è stata predisposta e approvata da un’Assemblea Costituente, composta da rappresentanti del popolo;
3) lo Statuto era molto flessibile, infatti durante il Fascismo venne stravolto e modificato. La Costituzione nasce invece in forma già più rigida: per riformarne gli articoli vi sono infatti procedure più complesse che richiedono più della semplice maggioranza parlamentare. Un’attenzione necessaria per evitare la formazione di uno stato autoritario e tutelare la Repubblica.