Differenza tra siero e vaccino

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IN BREVE

Nel contesto di confronto con il vaccino, per siero si intende la sostanza utilizzata nel processo di immunizzazione passiva di un paziente nei confronti di una patologia o infezione. Il siero ha un effetto più immediato, ma di breve durata.
Il vaccino è, invece, uno strumento di immunizzazione preventiva artificiale che agisce stimolando con antigeni modificati, cioè con la malattia indebolita, il sistema immunitario alla produzione di anticorpi.
A seconda del tipo e della patologia in questione, un vaccino, grazie alla memoria immunologica, può avere effetto per anni, se non per tutta la vita.


Il siero è un liquido biologico al quale vengono sottratti gli elementi corpuscolari.

Il siero, per definizione, si ottiene quando vengono sottratti gli elementi corpuscolari da un liquido biologico e si può ottenere da diverse, come ad esempio dal sangue o dal latte.

Nel contesto di questa differenza con il vaccino, per siero si intende in particolare quello prodotto a partire da sangue intero e utilizzato nel processo di immunizzazione passiva di un paziente nei confronti di una patologia o infezione.

Questo perché il siero, che viene prelevato da un paziente già immune alla malattia, contiene acqua, sali minerali e un’elevata percentuale di proteine e anticorpi.

Grazie a questi ultimi, il siero può essere impiegato in medicina per indurre in un paziente una rapida risposta immunitaria e per curare una malattia già in atto, fornendo così una protezione immediata, ma di breve durata.

Questo perché l’immunizzazione con il siero arriva da fuori e non viene stimolata internamente del paziente, come accade invece nel vaccino.

Tra l’altro analizzando gli anticorpi presenti nel siero è possibile eseguire importanti analisi mediche.

Vaccino - Differenza tra vaccino e siero

Il vaccino conta sull’effetto di memoria immunologia del sistema immunitario.

Il vaccino è uno strumento di immunizzazione preventiva artificiale, ossia permette di immunizzare una persona a una determina patologia prima che questa colpisca il paziente.

Il vaccino agisce grazie all’utilizzo degli antigeni trattati, cioè dalla parte che viene riconosciuta dal sistema immunitario, del microorganismo o della sostanza contro cui ci si vuole immunizzare.

Gli antigeni stimolano la produzione di anticorpi, rendendo il soggetto immune alla malattia per cui lo si vaccina grazie al concetto di memoria immunologica.

L’effetto del vaccino, tuttavia, non è immediato come nel caso del siero, ma dura per diversi anni, a volte per tutta la vita.

Molti vaccini vengono somministrati in via preventiva ai bambini come iniziativa nazionale o internazionale, oppure sono obbligatori o consigliati prima di un viaggio in un particolare paese.

Grazie a queste iniziative, l’uso del vaccino ha permesso di abbattere o di debellare l’incidenza di moltissime malattie tra le quali vaiolo, la poliomelite, la rosolia e l’epatite B.

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