Sapiente e saccente indicano due persone preparate e istruite su una data materia, ma mentre il primo ha prettamente una connotazione positiva, rispettabile e onorevole al pari di saggio, il secondo indica una persona che in modo arrogante ostenta la propria conoscenza, magari anche limitata, in modo perentorio e ripetitivo, assumendo quindi un significato negativo.
Con il termine sapiente si indica una persona particolarmente preparata e riconosciuta tale su uno o su più argomenti.
Il termine deriva appunto da “sapere” ed ha una connotazione principalmente positiva.
Il sapiente, infatti, è anche inteso come saggio e colto, termini che possono essere intesi come sinonimi.
Celebre è la frase “Il sapiente sa di non sapere” attribuita a Socrate e significativa dell’umiltà attribuita alla figura del sapiente che più conosce, più comprende che c’è da conoscere e quindi rimane umile verso il suo ambito di studi e verso le altre persone.
Il saccente è colui che, in modo antipatico e fastidioso, sfoggia la propria preparazione, grande o limitata che sia, con supponenza spesso con modalità e atteggiamenti atti a sminuire, svilire o umiliare le altre persone.
Il senso del termine è quindi negativo e quasi sempre il saccente nella necessità di ostentare le sue nozioni a tutti i costi, pecca d’arroganza.
Spesso il comportamento saccente è anche associato a chi è poco preparato su qualcosa, ma vi si arrocca incapace di comprendere di essere in errore cercando di imporre la propria visione agli altri.
Roberto Gervaso ha “sapientemente” definito il saccente come colui che “sa troppo quel poco che sa”.
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