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In breve

Riccio e istrice sono due animali che hanno in comune il sistema di difesa, ossia delle spine. Sono però differenti sia per forma che per dimensione e appartengono anche a due famiglie differenti. Il riccio, chiamato anche comunemente, ed erroneamente, porcospino, è della famiglia delle Erinaceidae, è piccolo e piuttosto impacciato e se spaventato si raggomitola creando una palla di spine. L’istrice è un animale appartenente alla famiglia degli istricidi, è più grosso del riccio e se minacciato utilizza gli aculei sulla schiena per colpire e ferire il predatore. La particolarità è che gli aculei si staccano dal porcospino rimanendo infilati nella pelle dell’aggressore.
Riccio - Differenza tra riccio e istrice
Un riccio.

Il riccio è un animale che presenta una struttura fisica decisamente più piccola dell’istrice e in caso di pericolo si difende raggomitolandosi su se stesso.

In questo modo il riccio, la cui parte superiore è fittamente rivestita di aculei, diventa una palla di spine difficile da attaccare.

Il riccio i nutre per lo più di insetti e vive comunemente nel sottobosco dove si muove principalmente con il favore delle ore più scure.

Nonostante molte persone lo temano per via delle minacciose spine, quando è tranquillo o si muove mostra un simpaticissimo muso. Il riccio è molto diffuso in Italia.

Spesso si trovano carcasse di questo animale lungo i battistrada: il riccio infatti è goffo e non è velocissimo; spesso viene investito dalle automobili mentre cerca di attraversare le strade.

Istrice - Differenza tra riccio e istrice
Un istrice.

L’istrice è un animale più rosso del riccio e presenta minacciosi aculei di circa 40 cm di lunghezza a bande bianche, nere e marroni soprattutto sul dorso e sulla coda, mentre sul collo ha delle lunghe setole.

Se spaventato l’istrice, diversamente dal riccio, utilizza una singolare tecnica di difesa: cerca di infilzare il suo predatore con i suoi lunghi aculei i quali rimangono conficcati nella pelle staccandosi dal dorso dell’istrice stesso.

Gli aculei in questione non sono velenosi, ma provocano ferite che si infettano facilmente e sono quindi un pericolo reale che ogni predatore deve calcolare attentamente prima di attaccare un istrice.

L’istrice si nutre per lo più di frutta, radici, tuberi e cortecce.

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