Differenza tra protestati e pignorati

IN BREVE

I protestati sono soggetti che hanno emesso assegni non coperti a livello finanziario o che hanno firmato cambiali senza poi pagarle nei tempi prescritti dalla legge.Una volta che si diviene protestati, si viene automaticamente iscritti in un registro che segnalerà tali soggetti come non affidabili nel caso di prestiti e finanziamenti. Lo stesso accade nel caso dei pignorati ai quali vengono confiscati beni mobili o immobili per restituire un credito che non sono riusciti pagare; il pignoramento è generalmente una delle conseguenze derivanti dall’essere stati protestati.

Differenza tra protestati e pignorati
Il mancato pagamento di una cambiale può causare il protesto.

I protestati sono quei debitori che, per diversi motivi, non sono stati in grado di onorare il pagamento di un assegno, di una tratta o di una cambiale. Una volta attivato tale procedimento, i protestati saranno inseriti, iscritti e pubblicati in un registro informatico dei protestati, di pubblico accesso, tenuto presso tutte le camere di commercio. L’iscrizione in questo registro dura generalmente 5 anni ma se il protestato riesce a saldare l’intero debito relativo al titolo di credito oggetto del protesto, si potrà procedere con la cancellazione. Tra l’altro si viene iscritti non solo nel registro protesti, ma anche segnalati al CICR (c.d. centrale rischi). E’ su questo che si basano gli istituti di credito per determinare il merito creditorio di un soggetto.
Gli istituti di credito, potendo visionare il registro dei protestati per vedere se nell’elenco compare il nome del richiedente, tendono a non erogare prestiti o finanziamenti personali a protestati. Si può comunque accedere ad altre tipologie di prestito se si è lavoratori dipendenti o pensionati attraverso un finanziamento tramite cessione del quinto stipendio e/o prestitotramite delega di pagamento. Questi tipi di finanziamenti non richiedono ulteriori garanzie.

Il pignoramento può essere considerato una delle possibili conseguenze del protesto. Si diventa soggetti a pignoramento quando non si ha più la possibilità di restituire il denaro dovuto e per questo il creditore, attraverso l’Autorità Giudiziaria, può rivalersi sulle proprietà del soggetto pignorato. Il pignoramento infatti, è l’atto con il quale ha inizio l’espropriazione forzata ai sensi dell’art. 491 del codice civile. Consiste nell’ingiunzione che l’ufficiale giudiziario fa al debitore di astenersi da ogni atto diretto a sottrarre i beni ad esso assoggettati alla garanzia del credito esplicitamente segnalato; tali beni, pur restando di proprietà del debitore vengono tolti dalla sua disponibilità. L’ingiunzione deve contenere sia l’invito rivolto al debitore a fare dichiarazione di residenza in uno dei comuni del circondario in cui ha sede il giudice competente, (in mancanza di queste le notifiche saranno fatte presso la cancelleria del giudice), sia l’avvertimento relativo alla possibilità del debitore di richiedere la sostituzione di cose o crediti pignorati con una somma di denaro pari all’importo dovuto ai creditori, comprensivo di interessi.