Differenza tra possesso e proprietà

IN BREVE

La proprietà e il possesso sono due “situazioni di dominio” previste dal nostro ordinamento giuridico. La proprietà è una situazione giuridica formale, in cui il proprietario ha il pieno potere previsto dalla legge sulle cose che gli appartengono. Invece, il possesso non è una situazione formale, ma uno stato di fatto in cui si esercitano i poteri tipici della proprietà su determinati oggetti.

Proprietà - Differenza tra possesso e proprietà
Un certificato di proprietà vuoto di un veicolo.

La proprietà indica una delle tre “situazioni di dominio” previste dal nostro ordinamento giuridico (le altre due sono il possesso e la detenzione). La proprietà è una situaizone giuridica “formale” e, in quanto tale, garantisce al titolare il massimo grado dei poteri previsti dalla legge che è possibile esercitare su un oggetto. L’articolo 832 del codice civile stabilisce che il proprietario ha diritto di godere e di disporre della cosa di sua proprietà in modo pieno ed esclusivo (sempre nel rispetto nei limiti imposti dalla legge in merito all’interesse pubblico e privato). Il soggetto giuridico che esercita la proprietà può essere pubblico o privato, quindi, a seconda dei casi, si parlerà di proprietà pubblica o privata. Mentre nel nostro ordinamento per “proprietà” si intende una situazione giuridica soggettiva, nel linguaggio comune il termine designa anche il bene che è fatto oggetto di proprietà per l’appunto. In particolare, spesso ci si riferisce alle proprietà per indicare i beni mobili ed immobili posseduti da un individuo, ma questo modo di intendere la proprietà appartiene solamente al linguaggio quotidiano e non a quello giuridico.

Secondo il nostro codice civile, il possesso è una situazione di fatto, che consiste nell’utilizzo di una cosa nei modi e con i poteri corrispondenti a quelli dell’esercizio della proprietà. Il possesso quindi può non corrispondere necessariamente ad un diritto reale su una cosa, ma è comunque uno stato di fatto, una situazione oggettiva di esercizio della proprietà. L’articolo 1147 del codice civile definisce “possessore di buona fede” chiunque abbia il possesso di una cosa, ignorando di ledere l’altrui diritto, precisando che la buona fede è presunta (non si richiede, dunque, una prova in tal senso) e basta che vi sia stata al momento dell’acquisto. Come la proprietà, anche il possesso rientra nelle “situazioni di dominio” previste dal nostro ordinamento giuridico e (a differenza ad esempio della proprietà) non rientra nella categoria dei diritti reali, ma in quella delle situazioni materiali.