Differenza tra Platone e Aristotele

IN BREVE

Platone e Aristotele sono due filosofi greci vissuti nel periodo ellenistico (V e IV sec. a.C.), il primo maestro del secondo. La differenza tra Platone e Aristotele si riscontra innanzitutto negli interessi e negli orientamenti: Platone è interessato alla politica, al mondo razionale e non a quello fisico e concreto; Aristotele invece è interessato alla natura, al mondo fisico e concreto. Dal punto di vista metafisico, per Platone la vera realtà è costituita dal mondo delle idee, mentre il mondo terreno è imperfetto e mutevole. Al contrario, per Arisotele la vera realtà è costituita dal mondo delle cose fisiche e concrete.

Platone e Aristotele - Differenza tra Platone e Aristotele
Platone e Aristotele nell’affresco nominato “Scuola di Atene”.

Platone è un filosofo della Grecia Antica vissuto nel V sec. a.C. e fondatore della scuola filosofica dell’Accademia. Platone elabora una filosofia della trascendenza, per cui la vera realtà è rappresentata dalle idee , che sono intellegibili, eterne, perfette e immutabili, mentre il mondo terreno delle cose sarebbe solamente una copia imperfetta del mondo delle idee. Platone è interessato soprattutto ai temi della politica e della morale, inoltre ritiene che il compito della filosofia sia la ricerca del Bene e della Giustizia per guidare lo Stato. Nella società Platone individua 3 tipi di uomini: uomini d’oro, cioè i filosofi, coloro che dovrebbero governare; uomini d’argento, cioè i guerrieri che hanno il compito di difendere lo Stato; uomini di ferro, cioè l’insieme dei ceti produttivi che forniscono sostentamento allo Stato. Inoltre, Platone asserisce che l’anima è articolata in modi differenti a seconda dei tipi di uomo: l’anima razionale è propria degli uomini d’oro, la cui caratteristica principale è la ragione e la razionalità; l’anima irrascibile è propria degli uomini d’argento; mentre l’anima concuopiscibile è propria degli uomini di ferro, legati ai beni materiali e sensibili. Secondo Platone l’anima è immortale e, quando il corpo muore, essa accede alla visione delle idee, elevandosi prima di reincarnarsi in un altro corpo, senza però ricordare ciò che ha visto nel mondo delle idee. Il pensiero di Platone ha fondato le basi del pensiero occidentale, ma ha avuto enorme successo nel Medioevo, quando la religione Cristiana si è rifatta alle sue concezioni per sostenere l’immortalità dell’anima umana.

Aristotele e Platone - Differenza tra Platone e Aristotele
Una veduta più ampia, anche se non completa, della “Scuola di Atene”.

Aristotele è un filosofo della Grecia Antica, inizialmente allievo della scuola di Platone, si è poi discostato fondando la scuola Peripatetica (dal greco “camminare”), in cui si era soliti camminare e parlare dei problemi importanti. Aristotele elabora una filosofia dell’immanenza, per cui la vera realtà è la Sostanza, ovvero l’unione della materia (base materiale grezza) con la forma, la quale imprime alla materia i caratteri universali e necessari. Secondo Aristotele l’anima è la forma del corpo, quindi esiste fintanto che il corpo ha la sua forma, quando muore e assume una forma diversa l’anima non c’è più. Le funzioni dell’anima secondo Aristotele sono 3: nutritiva, cioè la funzione di nutrizione e riproduzione; sensitiva, responsabile del movimento e della percezione sensoriale; razionale, cioè la funzione responsabile del pensiero umano. Aristotele non si esprime chiaramente in merito alla mortalità o immortalità dell’anima, tuttavia sostiene che il pensiero per esistere non ha bisogno di un organo specifico, quindi dopo la morte è possibile un permanere di quest’anima razionale (parla di “intelletto separato”, che può agire anche in separazione dal corpo). Probabilmente Aristotele è uno dei filosofi più conosciuti grazie al suo metodo di ragionamento logico detto Sillogismo. Il Sillogismo è un ragionamento deduttivo composto da 3 proposizioni (due premesse e una conclusione), come ad esempio: tutti gli uomini sono mortali, Aristotele è un uomo → Aristotele è mortale.