Differenza tra piano cottura a gas e piano a induzione

IN BREVE

Il piano cottura a gas e il piano a induzione differiscono per la metodologia di generazione e trasmissione di calore.
Il piano a cottura a gas sfrutta la combustione di gas infiammabile per produrre calore che si trasmette al pentolame. Il piano a gas è modulabile e non dipende dalla rete elettrica, però disperde molta energia.
Il piano a induzione, invece, sfrutta le caratteristiche elettromagnetiche di bobine elettrificate poste al di sotto di un piano di vetroceramica. Questo piano permette l’utilizzo di pentolame esclusivamente predisposto e con il fondo “ferroso”, ma è più facile da pulire ed è estremamente efficiente.

Piano cottura a gas - Differenza tra piano a cottura a gas e piano cottura a induzione
Un piano a cottura a gas.

Il piano a cottura a gas è direttamente collegato alla rete di fornitura gas oppure è allacciata ad una bombola indipendente e per permettere di cucinare sfrutta il calore sprigionato dalla combustione controllata del gas.
Il piano a cottura a gas è molto diffuso in Italia e possiede delle caratteristiche che lo rendono molto comodo, ma non particolarmente efficiente. La fiamma del piano a gas infatti non trasmette il calore direttamente alla pentola o alla padella, ma lo disperde rendendo circa il 40-45%, si sporca facilmente e il calore rimane sulle griglie del piano.
Per contro la fiamma del piano a gas è estremamente modulabile, non necessita di pentolame particolare, non è dipendente dalla rete elettrica e col passare del tempo valvole, sensori e meccanismi hanno reso i piani cottura a gas estremamente più sicuri di quelli del passato.

Piano a induzione - Differenza tra piano a induzione e piano gas
Un piano a induzione

Il piano cottura a induzione sfrutta le proprietà elettromagnetiche di bobine elettrificate poste al di sotto di un piano in vetro o vetroceramica.
Le bobine del piano a induzione vengono attraversate da corrente elettrica generando un campo elettromagnetico. Il campo elettromagnetico trasferisce per induzione il calore al metallo ferroso del pentolame in maniera estremamente efficiente.
I piani a induzione sono diffusi nel nord Europa dove la produzione di energia elettrica è meno costosa e piano piano stanno conquistando sempre più mercato grazie ai pregi che ne fanno un’evoluzione rispetto ai metodi di cottura precedenti.
Tra i pregi dell’induzione vanno annoverati:

  • la sicurezza: il piano a induzione non entra in funzione se non c’è una padella a contatto e se questa viene tolta si spegne in automatico. Ha la possibilità di inserire il blocco elettronico per bambini e il piano si scalda di riflesso solo dove viene posizionata la padella indicando, in media con una luce, il pericolo di ustioni.
  • le modalità di cottura: il piano a induzione è controllato elettronicamente quindi la temperatura e’ gestita in modo preciso e costante. Questo permette di avere il pieno e sicuro controllo sulla cottura dei piatti.
  • la semplicità di manutenzione: il piano a induzione è in sostanza una lastra di vetro che tra l’altro non si scalda direttamente, ma solo di riflesso e in aree molto limitate. Questo rende la manutenzione decisamente semplice e veloce. Con un panno umido o un detergente per vetri basta una passata per riportare il piano a induzione ad un aspetto splendente.
  • efficienza: circa il 95% dell’energia utilizzata per creare il campo magnetico viene trasformata in calore, minimizzando lo spreco e ottimizzando i consumi. Il gas, ad esempio, ha una resa del 45-50%, la piastra elettrica del 49-55%.

Per contro non tutto il pentolame è adatto ad essere utilizzato su un piano a induzione (alluminio, vetro, terracotta) ed essendo un  elettrodomestico che assorbe parecchia energia, bisogna organizzarsi in modo da non superare la portata del proprio contatore, in media 3 kW. Per ovviare a questo problema, la maggior parte dei piani a induzione vengono forniti con dei limitatori di potenza impostabili in base alle necessità dell’utente.