Differenza tra pelle e cuoio

IN BREVE

Il cuoio è il materiale ricavato dalla pelle degli animali, in seguito ad un processo denominato “concia”, che la rende inalterabile e non soggetta a putrefazione. La sua principale caratteristica è quella di proteggere, consentendo contemporaneamente la traspirazione (passaggio di vapore acqueo), a differenza di altri materiali (come materiali plastici o sintetici). In genere il cuoio viene commercializzato in pezzature più grandi ed è più pesante e flessibile, rispetto alle altre pelli, le quali non vengono sottoposte al processo della concia, ma vengono solamente fatte essiccare.

Pelle - Differenza tra pelle e cuoio
La pelle di un serpente boa, da Flickr.com

La pelle, o cute, è un tessuto continuo, appartenente all’apparato tegumentario ed è composta da tre strati principali che, dall’esterno verso l’interno, assumono il nome di: epidermide, derma e ipoderma (o strato sottocutaneo). Le pelli di animali (alcuni domestici come mucche, pecore, bufali, maiali, ma anche cervi, alci, serpenti, coccodrilli, canguri) sono state uno dei primi materiali che l’uomo ha imparato ad utilizzare per i propri bisogni personali, perché si è dimostrato facilmente reperibile e soprattutto resistente e di lunga durata e viene infatti tutt’oggi utilizzato per la produzione di diversi oggetti e materiali, come vestiti, borse, scarpe, cinture. Tuttavia gli attuali costi di produzione (ed in certi periodi anche di reperibilità) lo hanno fatto diventare un materiale prezioso, nobile e in un certo senso costoso, soprattutto se paragonato a molti altri materiali sintetici presenti in commercio. La prima fase della lavorazione della pelle consiste nella scuoiatura, ovvero il distacco della pelle dal corpo dell’animale, dalla quale si ottiene la pelle grezza cioè quella che ha attaccato ancora il pelo, e si suddivide in due tipologie: scuoiatura meccanica: la pelle viene distaccata mediante l’infiltrazione d’aria ad alta pressione fra la pelle e la carne; da tale operazione si ottiene un prodotto ottimo; la scuoiatura manuale consiste invece nel togliere la pelle a mano con un coltello. In questo caso si può provocare talvolta qualche buco (questo difetto chiamato “scortico” e declassa la pelle). Le pelli dopo la scuoiatura vengono salate e fatte essiccare, per preservarle dall’attacco dei batteri e mantenere una migliore conservazione e inoltre vengono solitamente conservate all’interno di frigoriferi. La pelle potrà poi eventualmente essere sottoposta al processo di conciatura, che ne consente la trasformazione in cuoio.

Cuoio - Differenza tra pelle e cuoio
Le cinture sono un classico accessorio in cuoio, da Flickr.com

Il cuoio è il materiale ricavato dalla pelle degli animali, che si ottiene in seguito ad un processo di lavorazione detto concia, che la rende incapace di putrefarsi. Generalmente il cuoio viene ottenuto dalla pelle di animali allevati ed abbattuti a scopi alimentari, come bovini, ovini, caprini, suini, equini e pesci e più raramente di canguri, cervi e struzzi. Il cuoio viene utilizzato per la fabbricazione di numerosi manufatti di uso comune, come calzature, capi di abbigliamento ed accessori, quali borse, cinture e molto altro; è un materiale molto resistente ed igienico. Il trattamento di concia, che originariamente aveva la sola funzione di preservare la pelle dal naturale deterioramento, assume oggi un ruolo fondamentale dal punto di vista estetico, che dà origine alla sua morbidezza, al colore, alla sua luminosità e la grana. Prima della concia, la pelle viene tagliata trasversalmente, ottenendo così due diversi strati: il pieno fiore è la parte più pregiata del pellame, che mantiene le naturali caratteristiche della superficie, le venature e la morbidezza della pelle pregiata; la crosta, invece, viene utilizzata per le lavorazioni più economiche. La concia consiste nel trattare la pelle con sostanze concianti, in grado di penetrare e fissarsi alle fibre stabilizzandole ed impedendone la putrefazione. Esistono diversi tipi di concia a seconda del materiale conciante utilizzato (al cromo, al vegetale, all’aldeide, all’olio etc.), ma quella più diffusa è senz’altro quella al cromo, in cui vengono utilizzati sali di cromobicarbonato di sodio. Questo tipo di concia consente di ottenere cuoi dotati di particolari proprietà, che si prestano alla produzione di un’infinità di articoli. I sali di cromo formano con le fibre della pelle, un legame più stabile rispetto le altre sostanzi concianti, infatti si ottengono dei cuoi con resistenza idrotermica di circa 100°C. Con la concia vegetale si ottengono pellami di alta qualità leggermente più rigidi rispetto a quelli ottenuti con altre naturali; essa viene effettuata con tannini vegetali (come la mimosa, castagno, ecc..). Tale tipologia viene utilizzata ad esempio per la produzione di cuoio da suola. La resistenza idrotermica finale è di circa 70-80 °C. Esiste anche un tipo di concia in olio, il più antico conciante organico, che veniva impiegato per la produzione di cuoio scamosciato o camoscio. Un olio per presentare delle caratteristiche concianti deve essere altamente insaturo, caratteristica tipica degli oli degli animali marini. Dunque utilizzando diversi metodi di concia si ottengono prodotti che prendono nomi e caratteristiche diverse.