Differenza tra MES e Coronabond

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IN BREVE

Il MES o Meccanismo Europeo di Stabilità è un’organizzazione europea intergovernativa con il compito di salvaguardare la stabilità della zona euro intervenendo con azioni mirate su ogni Stato in difficoltà nella raccolta di risorse grazie a diversi strumenti finanziati da un fondo partecipato da tutti i membri.
I Coronabond sono ipotetiche obbligazioni, quindi uno strumento finanziario, emesse e garantite dagli Stati dell’Unione Europea al fine di ottenere fondi da utilizzare per fronteggiare la crisi del Nuovo Coronavirus.


Il logo del MES, che in inglese risulta essere ESM.

Il MES è un organo europeo intestatale fondato nel 2012 con l’obiettivo di fornire supporti mirati agli Stati membri che risultino essere in difficoltà nella raccolta di risorse o in crisi finanziaria utilizzando strumenti finanziari e misure adatte alla situazione e condivise dagli altri membri.

Il MES, in realtà acronimo di Meccanismo Europeo di Stabilità, viene chiamato in causa solo quando la stabilità di un Paese membro mette a rischio la stabilità dell’Eurozona: può fare affidamento su un fondo comune partecipato dai singoli stati in proporzione alla loro importanza e forza economica: ad esempio la Germania contribuisce al 27%, mentre l’Italia contribuisce circa al 18% .

Il MES ha a disposizione diversi strumenti come prestiti diretti, ricapitalizzazione indiretta delle banche, linee di credito, acquisizione di titoli sul mercato e altri ancora. Ad oggi, aprile 2020, solo i primi due al momento sono stati utilizzati.

A garanzia di un intervento di stabilizzazione, il MES richiede allo Stato in necessità impegni nella gestione, monitoraggio e consolidamento dei conti pubblici o rigide riforme nel sistema finanziario, aspetti che spesso sono fonte di dubbi, critiche e polemiche.

I Coronabond sono stati pensati per affrontare le spese degli stati durante l’emergenza Coronavirus.

I Coronabond sono delle ipotetiche obbligazioni a livello europeo di cui si è discusso durante la crisi scaturita dalla pandemia del Covid-19 causato dal Nuovo Coronavirus a partire dalla fine del 2019.

L’idea alla base dei Coronabond è simile e paragonabile a quella degli Eurobond: in un momento di crisi i Paesi membri fanno fronte alle spese impreviste e costrette dall’emergenza sanitaria emettendo obbligazioni che invece che essere garantite da ogni singolo stato, vengono emesse e garantite dall’intero blocco Euro.

Dunque i Coronabond godrebbero della suddivisione del rischio e della credibilità di tutti gli Stati membri risultando essere più affidabili e quindi vendibili a un buon tasso d’interesse.

Questo è, però, anche lo snodo centrale e uno degli aspetti che crea più discussione nell’eurogruppo sia per quanto riguarda gli Eurobond che per quanto riguarda i Coronabond.

I paesi meno affidabili vedono in questi strumenti la possibilità di avere fondi a tassi agevolati rispetto alle loro normali emissioni, mentre i paesi storicamente più solidi percepiscono i Coronabond come penalizzanti.

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