Differenza tra manga e anime

IN BREVE

I manga sono i famosi fumetti giapponesi, che si leggono al contrario rispetto ai nostri, cioè partendo dall’ultima pagina e da destra verso sinistra. Mentre gli anime sono i cartoni animati, solitamente tratti dal manga stesso.

Manga - Differenza tra manga e anime
Un’immagine tratta dallo splendido manga One Punch Man.

Il termine manga fu utilizzato per la prima volta dall’autore giapponese Rakuten Kitazawa e deriva da due ideogrammi cinesi: il primo è man, che significa immagine ed il secondo è ga, che significa veloce, rendendo l’idea di una sequenza di immagini che caratterizza i fumetti giapponesi cartacei.
I manga sono ormai universalmente riconosciuti come una corrente fumettistica orientale che ha creato e che continua a creare personaggi e saghe di estremo successo.
Indimenticabili manga che hanno riscosso un grande successo anche in Italia sono Hokuto No Ken, Dragon Ball, Sailor Moon, Naruto, One Piece e Berserk.
I manga possono parlare di qualunque cosa e collocarsi in qualsiasi universo o momento storico, possono essere comici o estremamente drammatici. Caratteristico dei manga sono alcuni tratti nel disegnare le espressioni e il verso di lettura mantenuto originale dal paese d’origine, cioè da destra a sinistra.

Anime - Differenza tra manga e anime
Un fotogramma dell’anime di One Punch Man.

Il termine anime significa letteralmente animazione e venne utilizzato a partire dagli anni ’70 in Giappone proprio per indicare le serie televisive animate, trasmesse in tv, che molto spesso vengono tratte dagli omonimi manga, ma non solo.
Molte serie anime sono nate da videogiochi o da giochi di diverso tipo come ad esempio i Pokemon, Yu-Gi-Oh! o Bayblades.
Di quelle tratte dai manga sono diventate celebri e molto seguiti gli anime di Hokuto No Ken e gli infiniti Dragon Ball, Naruto e One Piece soprattutto per la fascia oraria nella quale sono stati e vengono trasmessi.
Spesso vengono mosse delle critiche alle produzioni anime colpevoli, secondo i fan, di riempire le serie di così detti “filler” cioè di puntate non utili alla trama o non presenti sulla storia originale solo a scopo commerciale.
Anche in Occidente anime viene comunemente utilizzato per indicare le opere di animazione di produzione giapponese.