In breve

Il termine “hacker” nasce nella seconda metà del 1900 all’interno del MIT (Massachusetts Institute of Technology, è una università statunitense molto conosciuta ed importante nella storia della ricerca e dello sviluppo della tecnologia).
Gli hacker cercano di acquisire costantemente nuove conoscenze dei sistemi informatici, in modo da migliorare le funzioni, le prestazioni e la sicurezza di questi.
Inoltre si lanciano in azioni dimostrative e a sfondo etico, ma mai a scopo di lucro e anche per questo motivo gli hacker si celano dietro pseudonimi.
E’ anche vero che essendo in competizione e molto giovani, spesso gli hacker si contraddistinguono con azioni plateali per mettersi in mostra e per mostrare le proprie potenzialità.
Ma le loro azioni difficilmente vengono punite: anzi gli hacker vengono quasi sempre assunti dalle aziende di sicurezza o del settore informatico per sfruttare le loro alte competenze e la loro creatività per fargli testare applicazioni, sistemi di sicurezza e programmi sia in produzione che già sul mercato in modo da bloccare eventuali attacchi presenti, sia per prevenire i problemi che potrebbero nascere in futuro da bug di sistema.
Negli ambienti informatici gli hacker godono di una vera e propria fama di esperti e vengono estremamente rispettati. Per questo vengono organizzate delle competizioni con l’obiettivo di “bucare” un sistema o un programma nel minor tempo possibile. Queste competizioni sono chiamate hackathon.

L’invenzione del termine “cracker” viene attribuita a Richard Stallman (nota figura del movimento del software libero, creatore del progetto GNU e membro della comunità hacker già dagli anni ’70) che voleva evitare l’abuso del termine “hacker”, differenziando chi agiva in modo lecito e chi illecito.
Un cracker è un cyber criminale che tenta di attaccare sistemi informatici in modo non autorizzato ed illegale, in pratica con dolo, cercando di trarne vantaggio in modo fraudolento sfruttando le vulnerabilità non ancora conosciute e risolte.
Spesso i cracker sono coinvolti in attività di spionaggio industriale, furto di dati e blocco di reti e siti web.
Il compito di contrastarli è della Polizia Postale oltre che di molteplici aziende specializzate nella cybersecurity.





