Differenza tra Ettore e Achille

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IN BREVE

Ettore e Achille sono due eroi greci, protagonisti dell’Iliade di Omero, entrambi grandissimi guerrieri, ma molto differenti tra loro nel carattere: Ettore è coraggioso, generoso, riflessivo, responsabile e pronto a fare qualunque cosa per la patria nonché pervaso da emozioni e comportamenti umani; Achille, forte della sua conoscenza e della sua natura da semidio, è orgoglioso, impulsivo, irritabile, combatte per conquistare il proprio orgoglio e rimanere un eroe eterno; il primo affronta il suo destino con risolutezza e il secondo con furia.
Achille ucciderà Ettore sotto le mura di Troia in uno scontro epico, mosso dalla rabbia per l’uccisione di Patroclo, suo compagno, per mano dello stesso Troiano.


Achille e Ettore - Differenza tra Achille e Ettore

La statua di Achille morente di Gustav Herter a Corfù, nel Palazzo di Achilleion.

Achille è un personaggio della mitologia greca dal carattere molto forte e spavaldo, oltre ad essere un valoroso guerriero in battaglia.

Figlio di un uomo e di una ninfa marina, Achille è un semidio ed è a conoscenza del fatto che troverà la morte da giovane, ma vivrà per sempre nella memoria degli altri.

Per questo non si affida ad una morte di vecchiaia senza onore, propria della vita umana, ma persegue l’ideale di una vita breve, esemplare, unica, che esula persino dal volere degli dei, tipica della mentalità dei greci.

Achille rappresenta l’ideale greco, quasi un dio, un grandissimo guerriero, ma irritabile e orgoglioso, che combatte per affermare il proprio orgoglio, passionale ed impulsivo: spesso disinteressato alle battaglie dei Re, perde il temperamento e il controllo quando viene a scoprire della morte del suo compagno Patroclo, sceso in battaglia con la sua armatura e ucciso da Ettore.

Achille è considerato immortale in quanto è stato immerso da piccolo nel fiume Stige dalla madre Teti che lo teneva per un tallone, unica parte del corpo non bagnata dal fiume e unico punto debole dell’eroe: infatti Achille perì colpito da una freccia avvelenata scoccata dalle mura di Troia da Paride, padre di Ettore.

Da qui nasce il detto “Tallone d’Achille” per indicare il punto debole di qualcosa o di qualcuno.

Un particolare del commovente quadro di Sergey Postnikov, dove Ettore dice addio alla moglie e al figlio infante.

Ettore, come Achille, è valoroso, forte e coraggioso, ma ha un’umanità più complessa, un diverso spessore psicologico poiché sfida la sua sorte con coraggio.

Ettore si trova a dover affrontare un guerriero considerato invincibile e vivendo nell’incertezza che pervade ogni essere umano sulla sua morte, quindi conosce ed esprime anche paura.

Il troiano agisce con onore, rappresenta l’eroe uomo, che lotta in difesa della sua città, della sua gente, della moglie e del figlio, tanto coraggiosamente, quanto inutilmente, convinto dall’idea che il modo migliore per proteggere ciò che ama sia affrontare la morte.

Nello scontro con Ettore, Achille, infuriato, si rivela irrispettoso e arrogante nei confronti dell’avversario.

Nonostante questo Ettore mantiene un atteggiamento dignitoso e, pur sapendo di dover morire a breve, combatte con onore.

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