Differenza tra Espressionismo e Impressionismo

IN BREVE

L’Impressionismo è legato alla realtà esteriore; infatti l’artista impressionista si focalizza sull’interazione tra la luce e l’occhio. In questo modo cerca di rappresentare la realtà con una nuova sensibilità, cogliendo solo quegli effetti luminosi e cromatici che rendono piacevole e interessante uno sguardo sul mondo esterno. L’Espressionismo, invece, rifiuta il concetto di una pittura basata sui sensi e sul piacere del senso della vista, spostando la visione dall’occhio all’interiorità più profonda dell’animo umano. L’occhio, secondo l’Espressionismo, è solo un mezzo per giungere all’interno, dove la visione interagisce con la nostra sensibilità psicologica. Un’altra profonda differenza consiste in un atteggiamento positivo nei confronti della vita e dalla ricerca del bello da parte degli impressionisti; infatti i soggetti erano scelti con l’intento di illustrare la gioia di vivere. Totalmente opposto è l’atteggiamento dell’Espressionismo, che ha una componente profondamente drammatica: l’artista espressionista guarda dentro di sé o dentro gli altri per trovare l’angoscia e l’ipocrisia.

Espressionismo - Differenza tra Impressionismo e Espressionismo
"La danse" di Matisse.

L’Espressionismo è un movimento artistico sviluppatosi in Francia ed in Germania a partire dal 1905, in cui prevale la deformazione di alcuni aspetti della realtà, così da accentuarne i valori emozionali ed espressivi; esso coinvolse anche la letteratura, la musica ed il teatro. L’Espressionismo è caratterizzato dalla manifestazione diretta, tramite il segno e il colore, dell’esperienza emozionale e spirituale della realtà. Spesso del disagio interiore provocato dal contrasto tra gli ideali umani e la reale condizione dell’uomo. Tale disagio viene espresso, appunto, con la massima accentuazione cromatica e l’estrema incisività del segno. Il primo movimento che può essere considerato espressionistico nacque in Francia con i Fauves, che in francese, significa “belve“: con questo termine furono indicati in senso dispregiativo alcuni pittori che esposero presso il Salon d’Automne quadri dall’impatto cromatico molto violento. Di questo gruppo facevano parte MatisseVlaminckDerain e Marquet, che si ispirarono a Van Gogh e Gauguin. Allo stesso tempo in Germania si formò un gruppo d’artisti che presero il nome di “Die Brücke” (che significa “il ponte”) e del quale facevano parte Ernest Ludwig Kirchner e Emil Nolde. In essi sono presenti i tratti tipici dell’Espressionismo: la violenza cromatica e la deformazione caricaturale e in più si aggiunge una forte carica di drammaticità che, per esempio, nei Fauves non era presente. Nell’Espressionismo nordico, del quale fecero parte Munch e Ensor prevalgono infatti temi quali il disagio esistenziale, l’angoscia psicologica, la critica all’ipocrisia della società borghese e al militarismo dello stato. Un altro gruppo espressionistico si costituì a Monaco nel 1911: “Der Blaue Reiter” (Il Cavaliere Azzurro), che propose invece un’arte dove la componente principale era l’espressione interiore dell’artista che, al limite, poteva anche ignorare totalmente la realtà esterna; da qui partì l’ispirazione per l’astrattismo.

Impressionismo - Differenza tra Impressionismo e Espressionismo
"La promenade la femme et ombrelle" di Claude Monet

L’Impressionismo è un movimento pittorico francese che nasce intorno al 1860 a Parigi e che deriva direttamente dal realismo, infatti si interessa soprattutto alla rappresentazione della realtà quotidiana, senza occuparsi di problemi politici ed ideologici, ma solo dei lati gradevoli della società del tempo. I protagonisti dell’Impressionismo furono soprattutto pittori francesi, tra cui Manet, che fu il precursore di tale movimento, Monet, Renoir, Sisley, Pissarro, Degas e Cézanne.
Le principali caratteristiche dell’Impressionismo sono il colore e luce, elementi principali della visione: l’occhio umano percepisce inizialmente la luce ed il colore e, attraverso l’interazione cerebrale, il cervello distingue le forme e lo spazio in cui queste sono collocate. Inoltre vengono percepiti soprattutto a tre colori rossoverde e blu, che fungono da filtri e non consentono la riflessione degli altri colori. Infatti sovrapponendo più colori si ottiene la soppressione degli altri colori fino a raggiungere il nero; più i colori si mescolano e si sovrappongono, meno luce riflette il quadro. L’intento degli impressionisti è proprio evitare al minimo la perdita di luce riflessa, così da dare alle loro tele la stessa intensità visiva che si ottiene da una percezione diretta della realtà. Per far ciò utilizzano solo colori puri, non diluiscono i colori per realizzare il chiaro-scuro, che nelle loro tele è del tutto assente, per esaltare la sensazione luminosa accostano colori complementari, non usano mai il nero e anche le ombre sono colorate. Un’altra caratteristica fondamentale consiste nella realizzazione dei quadri “en plain air”, ovvero direttamente sul posto, invece che nello studio. Tutto ciò aveva lo scopo di cogliere con immediatezza tutti gli effetti luminosi che la visione diretta poteva fornire, anche perché la luce è estremamente mutevole e anche i colori sono soggetti a continue variazioni. Una successiva prosecuzione del quadro nello studio avrebbe messo in gioco la memoria che poteva alterare la sensazione immediata di una visione.