Differenza tra decreto legge e ordinanza

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IN BREVE

Il decreto legge è un atto normativo emanato dal governo in caso di necessità o urgenza e ha la stessa forza di una legge ordinaria per regolare una materia. Il decreto legge deve essere firmato dal Presidente della Repubblica e convertito in legge entro 60 giorni a partire dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
L’ordinanza è, invece, un provvedimento in genere di un ordine monocratico che regola lo svolgimento di un processo. L’ordinanza può essere di natura amministrativa o giurisdizionale e può essere emanato da un giudice, un sindaco, un prefetto o un ministro.


Il Presidente Mattarella nell’atto di firma di un decreto legge.

Il decreto legge è un atto normativo avente la stesse forza di una legge ordinaria emanata dal governo per regolare una materia in caso di necessità o di urgenza.

Un decreto legge diventa valido dal momento in cui viene firmato dal Presidente del Repubblica e diventa valido dal momento in cui viene pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ossia la fonte ufficiale che raccoglie tutte le norme italiane.

Il decreto legge deve essere portato in Parlamento per essere convertito in legge entro 60 giorni, altrimenti decadono tutti i suoi effetti a partire dal giorno dell’emanazione.

L’ordinanza può essere emanata da un giudice.

L’ordinanza è un provvedimento giurisdizionale che regola lo svolgimento di un processo  e può essere emanato da un giudice, un sindaco, un prefetto o un ministro.

È lo strumento utilizzato dagli organi amministrativi dello stato e degli enti locali e territoriali per obbligare altri organi o singoli cittadini a tenere o evitare certi comportamenti.

Al contrario delle sentenze, le ordinanze non sono definitive.

Nell’ordinamento italiano esistono principalmente due tipologie di ordinanze:

– le ordinanze amministrative vengono emanate da un organo della pubblica amministrazione, come il sindaco o il prefetto per imporre un determinato comportamento oppure un divieto su un territorio;

– le ordinanze del giudice, il quale può emanare il provvedimento giurisdizionale nell’ambito di un processo civile, penale, costituzionale o amministrativo. Queste possono essere successivamente modificate o revocate dal giudice che le ha emanate.

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