Differenza tra Dante e Petrarca

IN BREVE

Le principali differenze tra Dante e Petrarca sono delineate dal contesto socio-politico, economico e culturale in cui hanno vissuto e studiato. Dante è un politico attivo, schierato con i Guelfi Bianchi e fervente credente. L’amore per lui è un qualcosa di ultraterreno, angelico e paradisiaco. Petrarca vive al confine tra Medioevo e Umanesimo, in un periodo d’oro per le commissioni di opere, cosa non apprezzata, invece, da Dante. L’amore per Petrarca è qualcosa di terreno che porta a momenti di sofferenza e dolore.

Dante Alighieri - Differenza tra Dante e Petrarca
Dante Alighieri da Wikipedia.it

Dante Alighieri nasce a Firenze, presumibilmente tra il 22 maggio e il 13 giugno 1265. E’ poeta, scrittore, uomo politico e autore di quell’opera che viene considerata tra i maggiori capolavori della letteratura a livello mondiale: la ‘Divina Commedia‘, ad oggi la più lunga opera italiana mai scritta. Nella ‘Divina Commedia’ viene raccontato un viaggio immaginario affrontato da Dante stesso nei tre regni dell’aldilà, Inferno, Purgatorio e Paradiso.

Francesco Petrarca nasce ad Arezzo il 20 luglio 1304. E’ poeta, scrittore e umanista italiano. La sua opera più rinomata, ‘Il Canzoniere‘, è una raccolta di suoi componimenti, tra i quali sonetti, canzoni, sestine, ballate, madrigali, che hanno come fulcro Laura, la donna che ispirò la vita artistica e spirituale del poeta.

Francesco Petrarca - Differenza tra Dante e Petrarca
Francesco Petrarca da Wikipedia.it

Entrambi i poeti sono stati fortemente influenzati dal contesto socio-politico in cui hanno vissuto, ed è proprio questo che ne delinea le principali differenze. Dante è un politico attivo, inserito all’interno della lotta tra Guelfi e Ghibellini della Firenze di fine 1200. Schierato con i Guelfi Bianchi, crede fermamente nei valori della Chiesa ed è radicato al suo tempo. La sua immagine di donna, Beatrice, è una creatura angelica, eterea, la cui vicinanza lo avvicina al Paradiso.

Petrarca vive, invece, in un contesto di grande passaggio, al confine tra Medioevo e Umaniesimo, nel pieno delle Signorie italiane. Questo favorisce anche il suo mecenatismo, concezione di artista duramente respinta da Dante Alighieri. La sua donna, Laura, è una figura terrena, che spinge l’uomo a desideri e pensieri molto reali ma non accettati dal contesto storico. L’amore diventa quindi qualcosa di doloroso e represso, ed è così che Petrarca lo esprime nelle proprie opere.