Dark Light

In breve

Le differenze tra Dante Alighieri e Giovanni Boccaccio sono molteplici e derivano, maggiormente, dalle influenze sociali, politiche e culturali del contesto in cui i due autori si sono trovati a vivere e crescere. Dante vive e partecipa attivamente alla vita politica di Firenze come Guelfo, è impegnato politicamente e la sua più grande opera è senza dubbio la Divina Commedia, opera eccelsa che permette al Sommo Poeta di esprimere ideali, posizioni e giudizi su personaggi storici e suoi contemporanei. Boccaccio ha una formazione diversa che alcuni definiscono più leggera e superficiale, ma che lo porta, grazie all’ampio respiro delle esperienze alla corte napoletana di Roberto d’Angiò, a scrivere il “Decamerone”, un inedito testo che contiene a sua volta 100 novelle raccontate dai 10 giovani protagonisti: una forma prima osteggiata dai suoi contemporanei, ma che gli valse poi grande notorietà.
Dante - Differenza tra Dante e Boccaccio
Una raffigurazione di Dante Alighieri.

Dante Alighieri nasce a Firenze, presumibilmente tra il 22 maggio e il 13 giugno 1265.

E’ poeta, scrittore, uomo politico e autore di quell’opera che viene considerata tra i maggiori capolavori della letteratura a livello mondiale: la ‘Divina Commedia‘, ad oggi la più lunga opera italiana mai scritta.

Nella ‘Divina Commedia’, Dante racconta un viaggio immaginario affrontato da Dante stesso nei tre regni dell’aldilà, Inferno, Purgatorio e Paradiso.

Dante è un politico attivo, inserito all’interno della lotta tra Guelfi e Ghibellini della Firenze di fine 1200.

Schierato con i Guelfi, crede fermamente nei valori della Chiesa ed è radicato al suo tempo.

La sua immagine di donna, Beatrice, è una creatura angelica, eterea, la cui vicinanza lo avvicina al Paradiso.

Boccaccio - Differenza tra Dante e Boccaccio
Un particolare di una statua di Boccaccio.

Giovanni Boccaccio nasce a Firenze nel 1313 in un contesto famigliare borghese e trascorre la sua giovinezza a Firenze, seguendo poi il padre alla corte napoletana di Roberto d’Angiò nel 1327.

La formazione del giovane Boccaccio si costruisce quindi in un ambiente di corte, e questo dà vita a una cultura superficiale, ma di largo respiro. Si appassiona ai testi classici e non vi cerca interpretazioni allegoriche ma li analizza cercando di ricavarne il vero significato.

La sua opera più importante è il “Decameron” che narra la storia di dieci giovani che, durante l’epidemia di peste del 1348, decidono di sfuggire alla malattia rifugiandosi sulle colline fuori Firenze.

Durante questa sorta di esilio, i ragazzi si intrattengono inventando a turno novelle: cento di esse compongono appunto il “Decameron” (il cui nome fa riferimento ai dieci giorni in cui furono inventate le novelle: una a testa per ogni giovane, per dieci giorni).

Temi principali delle novelle raccontate da Boccaccio sono l’amore, la fortuna, la galanteria, la furbizia

La forma innovativa dell’opera, che include novelle in una macro-novella, e che inizialmente portò numerose critiche all’autore, ha successivamente decretato il grande successo di Boccaccio a livello internazionale.

Comments are closed.

Related Posts