Differenza tra cubismo analitico e sintetico

IN BREVE

Il cubismo analitico è la prima fare della corrente artistica, in cui gli oggetti vengono guardati dal pittore sotto diversi punti di vista e dopo una scomposizione delle forme e dello spazio, vengonoL poi ricomposti e rappresentati sulla tela, così come li ricorda il pittore. La seconda fase, il cubismo sintetico passa dall’analisi delle forme dai vari punti di vista ad una sintesi di ciò che l’artista vede; i colori proposti non sono gli stessi della realtà e non c’è differenziazione tra colore e forma.

Cubismo Analitico - Differenza tra Cubismo Analitico e Cubismo Sintetico
La fabbrica di Horta de Hebro, Pablo Picasso

La prima fase del cubismo è detta cubismo analitico, che va dal 1909 al 1912 e consiste nel continuo sperimentare, da parte degli artisti di questo movimento, che vengono chiamati cubisti, un linguaggio artistico che consente loro di rappresentare la totalità della realtà, da un punto di vista assolutamente razionale e scientifico; questi artisti dunque tendono sempre a non rappresentare la dimensione interiore e spirituale, ma una realtà concreta. Caratteristiche fondamentali di questa corrente artistica sono la forte geometrizzazione, la molteplicità delle angolazioni visive in cui poter vedere l’oggetto, la scomposizione, frammentazione e la successiva ricomposizione delle forme, il tipico colore quasi totalmente monocromatico sui toni del terra-ocra; esso infatti è visto come elemento di disturbo per l’artista e per lo spettatore, in quanto capace di distogliere entrambi dalla necessità di analizzare ed indagare la realtà. Il più importante esponente del cubismo fu senz’altro Pablo Picasso, che non fece parte solamente di quello analitico, ma anche di quello sintetico e altre forme. Un altro importante artista del movimento fu Paul Cézanne, il quale puntava alla riorganizzazione dello spazio pittorico, alla sintesi plastica delle forme, sviluppando una lettura della realtà in chiave volumetrica e moltiplicando i punti di vista secondo cui il soggetto rappresentato viene osservato. Vi era poi il divisionista Seurat, con le sue teorie sul contrasto dei toni, le tinte e le linee.

Cubismo Sintetico - Differenza tra Cubismo Analitico e Cubismo Sintetico
Natura morta con sedia, Pablo Picasso

La seconda fase, il cubismo sintetico, tra il 1912 e il 1921, prevale una rappresentazione di carattere riassuntivo, rispetto alla fase precedente, con immagini più dirette, chiare e comprensibili, nelle quali gli oggetti vengono rappresentati con un maggior numero di sfaccettature, piani e punti di vista. In questa fase nei quadri cubisti vengono introdotti anche frammenti di realtà, di oggetti reali combinati alle parti dipinte (collage), frammenti di giornali, carte da parati, carte da gioco e frammenti di legno, incollati direttamente sulla tela; vengono inoltre introdotti numeri o lettere. Tutto questo nacque dal fatto che Picasso e Braque si resero conto che l’opera si avvicinava sempre più ai caratteri dell’astrattismo. Dunque per evitare che la loro pittura non sconfinasse mai nell’astrazione, senza più alcun rapporto concreto con la realtà, i due artisti incominciano a introdurre nelle loro opere questi elementi. In questo modo ogni fuga verso l’astrazione viene volontariamente bloccata dalla immediata riconoscibilità di questi elementi, subito riconducibili alla concretezza del quotidiano. Inoltre la gamma di colori, pur mantenendo una certa propensione al monocromo, introduce toni metallici, lievi e sfumati; i soggetti divengono prevalentemente ritratti e nature morte. La realtà viene dunque sintetizzata, creata nell’immagine.