Differenza tra corrente e tensione

IN BREVE

Corrente e tensione (o potenziale elettrico) differiscono dal fatto che si riferiscono nel primo termine al movimento ordinato di cariche elettriche mentre nel secondo alla grandezza scalare di un campo elettrico in ogni suo punto.

Corrente elettrica - Differenza tra corrente e tensione
Un palo dell’alta tensione che trasporta corrente elettrica.

La corrente elettrica fu scoperta nel XIX secolo e si riferisce al movimento preciso di cariche in un campo elettrico. Una carica elettrica si muove dal punto A al punto B in un campo elettrico se, ad esempio, è presente una differenza di potenziale, ossia se la grandezza scalare che descrive il campo stesso in A è diversa da quella in B. Poiché la corrente elettrica è stata scoperta prima degli elettroni, il verso convenzionale ad essa associato è quello di un movimento di cariche positive (e del campo elettrico stesso), ossia dal punto ove il potenziale è minore al punto ove il potenziale è maggiore; conseguentemente, nel caso in cui le cariche elettriche coinvolte nello spostamento siano elettroni, il verso reale del movimento è opposto a quello della corrente. L’intensità di quest’ultima si misura in ampere (A) ed è definita come rapporto tra la carica elettrica (espressa in coulomb, C) e l’intervallo di tempo impiegato nello spostamento (espresso in secondi, s). Tra i fenomeni fisici conseguenti ad una corrente elettrica si annoverano il magnetismo e l’effetto termico.

Per definire la tensione, o potenziale elettrico, ci si può avvalere di un esempio legato alla cinetica: nello spostamento di un corpo dal punto A al punto B in un campo gravitazionale le forze coinvolte compiono un lavoro che dipende dalla posizione di A e B, non dal percorso seguito dal corpo per raggiungere B. Questo significa che il campo gravitazionale è conservativo e che A e B presentano una particolare, e diversa tra loro, energia potenziale gravitazionale. Anche un campo elettrico gode delle stesse proprietà e quindi si può introdurre una grandezza scalare funzione della posizione considerata, ossia il potenziale elettrico. Solitamente questo parametro, inteso in realtà come differenza tra il potenziale elettrico in A e quello in B, è definito come il rapporto tra il lavoro (espresso in joule) compiuto nello spostamento dalla forza del campo elettrico e la carica stessa (espressa in coulomb); la sua unità di misura è il volt (V).