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In breve

In commercio il cafè è acquistabile principalmente in 4 formati: grani tostati, caffè macinato (in molti modi), cialde e capsule. Nelle cialde un quantitativo di caffè è sigillato tra due veli di carta che fanno anche da filtro: sono comode, economiche e compostabili e il formato standard più diffuso è il cosiddetto ESE 44. Le capsule sono piccoli involucri di metallo, plastica o altri materiali nei quali è contenuto il caffè. Non esiste un unico standard in quanto molte aziende si danno battaglia sul mercato per vendere il proprio sistema di capsule; in compenso è molto ampia l’offerta delle capsule compatibili. Le capsule sono in media più costose delle cialde e in buona parte risultano creare un problema di smaltimento e di impatto ambientale.
Cialda - Differenza tra cialda e capsula
Alcune cialde ESE 44.

La cialda è un tipo di supporto per fare caffè espresso in uso dagli anni ’70 che risponde ad alcuni standard di dimensione, ma dal medesimo funzionamento.

Una cialda è composta da caffè macinato, pressato e sigillato tra due veli di un particolare tipo di carta: la cialda deve essere posizionata e bloccata nell’apposito alloggiamento della macchina da caffè. In seguito attraverso la cialda passa l’acqua calda e in pressione uscendone caffè.

La cialda è economica, ma soprattutto è comoda in quanto è monodose, non sporca, è veloce da inserire, prepara un ottimo caffè (ovviamente a seconda della qualità della miscela) e soprattutto risulta essere compostabile, aspetto non è da sottovalutare tenendo a mente che le capsule hanno invece un grosso problema di impatto ambientale.

In Italia lo standard di cialda più utilizzato è la cialda ESE o cialda ESE 44, un formato inventato da Illy con diametro di 44 mm e spessore intorno ai 10 mm contenente circa 7 grammi di caffè.

Capsula - Differenza tra cialda e capsula
Alcune capsule nel formato Nespresso.

La capsula è una metodologia di preparazione di caffè offerta da molte aziende che consiste in un involucro rigido di diversi materiali che contengono della miscela di caffè.

Le capsule vengono posizionate in appositi alloggiamenti e un meccanismo interno, diverso per ogni marca, blocca la capsula, nel caso la perfora e fa passare l’acqua calda e in pressione.

La capsula esiste da parecchio tempo, ma è solo con le capsule Nespresso, spinte dal marketing del gigante Nestlé, che sono diventate quasi uno standard diffuso e molto imitato da produttori terzi.

Ogni azienda abbastanza grossa da potersi permettere un piccolo mercato ha creato le proprie capsule, da Lavazza a Illy.

La capsula è sicuramente comoda, trattiene bene gli aromi della polvere di caffè e garantisce ottimi standard qualitativi, ma costa di più e presenta un grosso problema di smaltimento: infatti buona parte delle capsule in commercio sono in plastica o in alluminio. E anche se molte possono essere riciclate, la raccolta delle capsule usate risulta essere difficile e poco attuabile.

Solo alcune aziende hanno messo in commercio alcuni tipi di capsula compostabile, come ad esempio la Vergnano.

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