Differenza tra celiachia e favismo

IN BREVE

La celiachia consiste nell’intolleranza al glutine, una proteina contenuta in molti cereali, mentre il favismo è una malattia genetica, che si manifesta con la carenza del G6PD, un enzima fondamentale per la sopravvivenza dei globuli rossi.

Celiachia - Differenza tra celiachia e favismo
Questo simbolo, con varianti di forma e colore, attesta l’assenza del glutine in un prodotto confezionato.

La celiachia è una malattia cronica, che può manifestarsi a qualsiasi età, sotto forma di intolleranza al glutine, una proteina contenuta nel chicco di molti cereali, come il frumento, l’orzo, la segale, l’avena e la triticale. Nelle persone intolleranti, il glutine esercita un’azione tossica sull’intestino, alterando profondamente la struttura e la funzionalità delle cellule della parete intestinale; in questo modo si hanno dei problemi nell’assorbimento di alcuni principi nutritivi contenuti negli alimenti. I sintomi sono l’aumento del numero di evacuazioni durante la giornata e l’aumento di volume delle feci, che divengono oltretutto meno consistenti e più chiare; tutto questo è dovuto all’eliminazione dall’intestino di queste sostanze, senza che vengano assorbite.
I celiachi devono fare molta attenzione agli alimenti che ingeriscono: per aiutarli si è creata una fitta rete di supporto e di simboli che permette a chi è colpito da questo disturbo di poter affrontare la malattia molto più tranquillamente. Inoltre essendo i casi di celiachia in netto aumento, anche il sistema turistico-alberghiero sta offrendo sempre più servizi dedicati a chi ha problemi con il glutine. Pizzerie che offrono pizze senza glutine, catene di gelati che producono gelati adatti e ristoratori e che garantiscono piatti gluten-free. Essenziale per ogni malato di celiachia è il prontuario, una lista che raccoglie tutti i prodotti garantiti per celiachi.

Fave e piselli

Il favismo è una malattia genetica ereditaria, causata dalla carenza di un enzima, il glucosio-6-fosfato-deidrogenasi (G6PD), presente nei globuli rossi e fondamentale per la loro sopravvivenza. La sua mancanza, infatti, provoca un’emolisi acuta, ovvero la morte dei globuli rossi, che si scatena in seguito all’assunzione o all’inalazione di vapori di fave, piselli, Verbena Hybrida, altri particolari vegetali, sostanze, come naftalina e trinitrotoluene o alcuni farmaci antipiretici, analgesici, antimalarici, sulfamidici, salicilici, cloramfenicolo, alcuni chemioterapici, chinidina, menadione, blu di metilene ecc. e in generale tutti i FANS; queste sostanze inibiscono l’attività dell’enzima.

Pitagora. Definì le fave “cibo dei morti”. Vietandone il consumo ai propri allievi e seguaci.

Tale malattia è presente soprattutto in Sardegna e nelle regioni meridionali dell’Italia. Pare addirittura che la sua virulenza  sia una delle cause per cui il matematico vegetariano Pitagora avesse vietato ai propri seguaci il consumo di fave, appellandolo “cibo dei morti”.
I sintomi, che in persone carenti si manifestano in 24-48 ore dall’assunzione di cibo o farmaci incriminati, sono mal di testa, spossatezza diffusa, stordimento e in alcuni casi una lieve febbre.
La malattia viene trasmessa per via ereditaria e si definisce come X-recessiva, ovvero il gene “malato” si trova su uno dei cromosomi sessuali (che sono, appunto X e Y: XX per la donna e XY per l’uomo). Il soggetto può essere portatore della malattia oppure malato (nel qual caso si indica come soggetto carente e non soggetto malato). La presenza sul cromosoma sessuale comporta una trasmissione certa della malattia, qualora il padre fosse anch’egli malato, a tutte le figlie femmine .

Link utili:

Associazione italiana celiachia

Associazione italiana favismo