Differenza tra capra e pecora

IN BREVE

Capre e pecore sono entrambi mammiferi domestici, ma appartengono a due diversi generi e differiscono fisicamente, in quanto le corna della capra sono cave, lunghe e dirette verso l’alto e all’indietro, mentre quelle della pecora hanno un andamento a spirale. Inoltre, i maschi della capra sono dotati di barba e non possiedono un folto pelo, caratteristico invece della pecora.

Capra - Differenza tra pecora e capra
Una capra domestica in un recinto.

La capra è un piccolo ruminante domestico, appartenente alla famiglia dei Bovidi e al genere Capra, tra i primi animali addomesticati dall’uomo. Essa è fornita di corna cave e lunghe, che si sporgono verso l’alto, all’indietro e all’esterno; possiede una coda corta. Il maschio della capra, chiamato becco o caprone, è dotato di barba e si riconosce per il caratteristico odore che emette nel periodo del calore; la femmina invece ha corna più piccole del maschio. Generalmente il pelo della capra non è lanoso come quello della pecora, ma in alcune zone assai fredde spesso sono ricoperte da una soffice peluria isolante, oltre ad un primo strato di lana più ruvida; tale peluria viene utilizzata per produrre vari tipi di lana, di cui la più nota è il cashmere. La capra viene anche allevata per la carne, cha dal punto di vista nutrizionale contiene meno grassi e colesterolo di quella di pecora. Inoltre dalle capre si ricava il latte, adatto alle persone con problemi di digestione, in quanto contiene poco lattosio e dunque è più digeribile, ma possiede un odore forte e deciso. Esso è utilizzato anche per produrre yogurt, formaggi e burro; quest’ultimo è di colore bianco, infatti nelle capre il carotene (che dà il caratteristico colore giallo al burro) viene trasformato in un precursore della vitamina A.

Pecora - Differenza tra pecora e capra
Una pecora al pascolo.

La pecora è un animale addomesticato in epoca antichissima, diffuso attualmente in ogni continente; essa appartiene alla famiglia dei Bovidi e al genere Ovis. Le corna della pecora, presenti generalmente solo nel maschio con alcune eccezioni di razza, hanno un andamento a spirale. Il mantello, chiamato vello è formato da peli sottili e increspati, che prendono il nome di borra e da altri peli più lunghi, duri e rigidi detti giarra; il colore del vello può variare a seconda della razza. La lana ha un odore caratteristico dovuto alla lanolina, un grasso che la impregna e serve all’animale per rendere impermeabile il mantello. Il maschio della pecora si chiama  arietemontone, mentre il piccolo è chiamato agnello. Le pecore vengono allevate in greggi, con  l’aiuto di cani da pastore, per il latte, per la carne e per la lana. La lana, il prodotto che deriva dalla tosatura del vello, è utilizzata fin dall’antichità come fibra tessile viene poi utilizzata per fabbricare indumenti, cuscini e materassi; la sua qualità può differire a seconda della razza dell’animale e della parte del corpo da cui proviene. Il latte di pecora è molto meno diffuso di quello di bovino, ma è largamente impiegato nell’industria casearia per la produzione di formaggio pecorino e ricotta. In particolare, il latte di pecora è più ricco in grassi e i suoi prodotti presentano un aroma spiccato molto apprezzato.