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In breve

Assolutismo e dispotismo descrivono entrambi situazioni di governo totalitario e vengono utilizzati insieme e come sinonimi. Assolutismo fa riferimento a un governo che esercita un potere assoluto, accentratore, in modo incontrastato e “libero” da qualsiasi dovere, limite o rispetto dei diritti dei sudditi. Nell’assolutismo, almeno in quello “storico”, il sovrano accentrava in se tutti i poteri, segnatamente legislativo ed esecutivo. Dispotismo fa riferimento ugualmente a una condizione di governo in mano a un despota, cioè una figura autoritaria e assoluta che esercita in modo coercitivo il potere, con forza e violenza.
Assolutismo - Differenza tra assolutismo e dispotismo
Il celebre Re Sole è il perfetto esempio di monarca assoluto.

Con assolutismo ci si riferisce a  a un tipo di governo nel quale è riconosciuto un sovrano assoluto, figura accentratrice e rappresentante dello stato stesso.

Il termine deriva dal verbo latino absolvo che significa assolto, slegato, libero: in questo senso assolutismo si riferisce quindi a un governo che esercita potere in modo incontrastato sui propri sudditi, “libero” da qualsiasi dovere, rispetto della legge o dei diritti di questi.

Le monarchie europee del XVI, XVII e XVIII secolo sono così definite a partire dall’800 in via polemica con la nascita dei movimenti liberali che contrappongono l’assolutismo al costituzionalismo che stava pian piano nascendo proprio in contrapposizione ai poteri illimitati e non regolati col fine di trasformare in cittadini i sudditi.

Troveremo nuovamente forme di assolutismo nel Novecento durante il buio periodo delle dittature fasciste (Fascismo e Nazismo) e comuniste in forte contrapposizione con la ricerca di una regolamentazione e decentralizzazione del potere.

Dispotismo - Differenza tra assolutismo e dispotismo
Hitler era un rinomato despota.

Con dispotismo si fa riferimento ad un governo che esercita un potere pressoché assoluto imposto con violenza, costrizioni e senza rispondere a nessuna legge.

Il termine ha quindi un significato negativo e deriva dal greco δεσπότης, ossia padrone. Infatti all’apice del governo dispotico c’è un cosiddetto despota, figura di potere incontestato che in passato indicava l’imperatore romano.

Si parla, invece, di Dispotismo Illuminato per riferirsi a quel periodo del 1700 nel quale le monarchie e i despoti al loro vertice portarono avanti politiche dell’Illuminismo

Tra l’altro l’aggettivo dispotico viene proprio affibbiato a persone che si impongono con forza sugli altri, il cui comportamento è prevaricatore.

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