Differenza tra adozione e affidamento

IN BREVE

L’adozione e l’affidamento sono due provvedimenti giuridici che hanno lo scopo di assistere dei Minori (in stato di abbandono nel primo caso e con difficoltà familiari nel secondo) nella crescita fisica, sociale e psichica. L’adozione consiste nel cambiamento dello stato giuridico del Minore, il quale diventa a tuttti gli effetti un figlio legittimo della coppia adottante. Invece, l’affidamento ha carattere di temporaneità e non prevede un cambiamento nello stato giuridico del Minore e dei suoi genitori naturali.

Adozione e affidamento - Differenza tra adozione e affidamento
Il famoso calciatore italiano Mario Balotelli è stato prima in affidamento, in seguito adottato.

L’adozione è un provvedimento giuridico, attraverso il quale una coppia può riconoscere come figli legittimi dei soggetti (solitamente minorenni) rimasti senza i genitori naturali, non riconosciuti da questi o che comunque si trovino in una situazione di abbandono. Per poter adottare un bambino è necessario venire considerati idonei da parte del Tribunale per i minori, il quale si serve dei servizi socio-assistenziali presenti sul territorio per svolgere le verifiche di cui ha bisogno.
Affinchè gli adottanti siano riconosciuti idonei devono avere 3 requisiti fondamentali:
– devono essere uniti in matrimonio da almeno 3 anni, senza nessuna separazione di fatto;
– la differenza di età tra adottato e adottante deve essere compresa tra i 18 e i 45 anni;
– gli adottanti devono essere idonei ad educare e istruire, inoltre devono essere in grado di mantenere i minori che intendono adottare.
L’iter per adottare un minorenne si articola essenzialmente in quattro tappe fondamentali: la prima tappa consiste nella presentazione della domanda di adozione al Tribunale per i minorenni; successivamete vi è l’accertamento dei requisiti della coppia da parte del Tribunale e dei servizi sociali; una volta accertata l’idonaità della coppia all’adozione, vi è la fase dell’affidamento preadottivo, il quale dura un anno e può essere prorogato o revocato a seconda delle situazioni; infine, se tutte le fasi precedenti sono andate a buon fine, viene emessa dal Tribunale la dichiarazione di adozione vera e propria.

L’affidamento è un provvedimento temporaneo attraverso il quale un minore in difficoltà viene accolto presso una famiglia in grado di prendersene cura. La famiglia affidataria si assume il compito di educare il minore, di soddisfare i suoi bisogni e le sue esigenze, materiali ed affettive. Ad ogni modo, l’affidamento non modifica la natura giuridica del rapporto tra il bambino e i suoi genitori naturali, i quali restano a tutti gli effetti i suoi genitori legittimi. Lo scopo dell’affidamento è quello di aiutare il minore che si trova in una condizione di difficoltà all’interno della famiglia di origine, sostenendolo nella sua crescita fisica, sociale e psicologica. L’affidamento di un minore presso un’altra famiglia viene stabilito dal Tribunale per i Minori, il quale ha precedentemente valutato l’idoneità degli affidatari grazie alla cooperazione con i servizi sociali presenti sul territorio locale. I genitori affidatari svolgono un compito molto importante e complesso per il minore, infatti olte a garantirgli una situazione di stabilità famigliare, essi devono cercare di facilitare i rapporti tra il minore stesso e la sua famiglia di origine. A questo proposito, il fine ultimo dell’affidamento è quello di permettere un reinserimento del minore nella sua famiglia di origine una volta che siano stati risolti i problemi che hanno portato al suo allontanamento da essa.