Skip to content

Differenza tra tisana e infuso



Per preparare una tisana si utilizzano indistintamente parti tenere o legnose delle piante che vengono versate in acqua bollente e lasciate riposare per non più di 5 minuti. L’infuso è un particolare metodo estrattivo dei principi attivi nella preparazione di una tisana, infatti vengono utilizzate solo parti tenere delle piante come fiori e foglie, che vengono versati in acqua bollente e il liquido ottenuto filtrato dopo circa 5-10 minuti di infusione.

qual è la differenza tra

Tisana - Differenza tra tisana e infuso

Della camomilla in preparazione, da Flickr.com

La tisana è una soluzione acquosa diluita di sostanze medicinali di origine vegetale, che viene assunta per via orale; essa contiene infatti una o più erbe principali, a cui vengono attribuite proprietà terapeutiche o coadiuvanti. In una tisana composta da più erbe, esse non dovrebbero essere più di 5, poiché possono interagire sfavorevolmente, e vengono così classificate:

- il remedium cardinale (o rimedio di base): una o più droghe con principi specifici per la terapia in questione;

- l’adiuvans (o adiuvante): una o più droghe capaci di sinergizzare con il rimedio di base;

- il costituens (o complemento): una o più droghe in grado di conferire un aspetto piacevole;

- il corrigens (o correttore): una o più droghe in grado di migliorare le caratteristiche organolettiche della tisana.

Per preparare una tisana vengono utilizzate indistintamente parti tenere o legnose delle piante, come semi, radici, fiori, rami, cortecce, piante fresche, o essiccate, le quali devono essere opportunamente sminuzzate: il grado di sminuzzamento è importante in quanto può influire sull’estrazione dei principi attivi. Le erbe vanno poi versate in acqua minerale bollente, meglio se pura, devono essere tenute in infusione e lasciate riposare per circa 5 minuti. Quando si prepara una tisana è molto importante rispettare le dosi indicate; dosi scarse possono non essere efficaci, dosi eccessive possono trasformare una tisana rilassante nel suo contrario, come nel caso della camomilla. Inoltre esistono diversi tipo di tisane a seconda del metodo estrattivo cui si ricorre: infuso, decotto o macerato.

La scelta del metodo estrattivo più idoneo dipende dalle caratteristiche delle fonti vegetali e dei principi attivi che si vogliono estrarre di volta in volta:

- decotto: si possono estrarre i fitocomplessi da radici, cortecce, rametti, foglie dure o coriacee ed in tutti quei casi in cui con la bollitura prolungata non vengano deteriorati i principi attivinella droga;

- infuso: è consigliato quando sono da estrarre fitocomplessi da fiori, foglie leggere ed in genere da erbe con essenze o con principi attivi termolabili. Inoltre alcune droghe come, per es. i capolini di camomilla, possono contenere vari fitocomplessi ad azione terapica differenziata, pertanto una infusione troppo lunga o una decozione potrebbero estrarre il principio attivo non desiderato e produrre l’effetto contrario a quello voluto;

- macerazione: è raccomandata in tutti i casi in cui il principio attivo sia termolabile oppure in cui il tempo necessario alla solubilizzazione in acqua sia molto lungo.

Alcuni esempi di piante aromatiche che vengono spesso utilizzate nelle tisane sono: menta, melissa, verbena, finocchio, anice verde, arancio, liquirizia, basilico e gelsomino; alcune piante coloranti sono invece karkadè e rosolaccio (rosso), calendula (giallo), fiori di carcamo (arancio), sandalo rosso.

Infuso - Differenza tra tisana e infuso

Delle bustine di tè, da Flickr.com

L’infuso è una sorta di tisana più leggera; infatti consiste in una preparazione liquida ottenuta versando acqua bollente sulla fonte vegetale da cui si desidera estrarre la componente idrosolubile. Tra tutte le tecniche estrattive, l’infusione rappresenta senza dubbio quella più pratica e comune, grazie alla grande disponibilità d’acqua e alla semplicità di preparazione. Per preparare un infuso si utilizzano solo le parti tenere delle piante come fiori e foglie (per estrarre gli aromi più gradevoli e delicati), sulle quali viene versata acqua bollente, solitamente all’interno di appositi contenitori in vetro, ceramica, terracotta oppure smaltati, che vengono poi chiusi o coperti, in modo da poter agitare di tanto in tanto. Dopo 5-10 minuti il liquido viene filtrato con un colino e la tisana è pronta per essere consumata nel breve periodo, in quanto  i principi attivi sono spesso volatili e non è consigliabile lasciar passare troppo tempo. Per dolcificare è possibile utilizzare del miele o dello zucchero da cucina. Dunque le piante vengono aggiunte all’acqua calda successivamente e non devono essere bollite con esse, poiché gli oli essenziali contenuti nelle piante, sono molto volatili ed evaporerebbero se sottoposti ad ebollizione. Pertanto le erbe aromatiche vanno generalmente preparate in infuso, come il , lasciandole riposare in acqua bollente.  E’ il caso di menta, melissa, verbena, sambuco, artemisia, timo, assenzio, ecc.

Vedere anche

Segnala un errore o fai una precisazione