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Differenza tra Petrarca e Boccaccio



Le differenze tra Petrarca e Boccaccio derivano principalmente dal contesto sociale, famigliare, economico e culturale nel quale i due autori crescono e lavorano. Entrambi cercano di interpretare i testi classici per ricavarne il vero significato.

qual è la differenza tra

Francesco Petrarca

Francesco Petrarca da Wikipedia.it

Francesco Petrarca nasce il 20 luglio 1304 ad Arezzo, ma trascorre la prima parte della propria vita in Francia perchè il padre, guelfo bianco come Dante Alighieri, era stato esiliato da Firenze. La sua formazione avviene quindi in un contesto di monarchia, e da qui deriva il suo interesse per la cultura e letteratura classica.
Secondo questo autore, infatti, i testi classici devono essere analizzati e interpretati rispettando le intenzioni originarie degli autori e facendo ricorso, in caso di dubbi, alla filologia (analisi critica dei testi in versione originale). Petrarca ha inoltre un forte rispetto per la Chiesa e la gerarchia che la guida, e si ispira a Sant’Agostino consultandone molto spesso l’opera principale “Le Confessioni“.
Utilizza un linguaggio molto classico, con lessico semplice ma molto raffinato. La sua opera principale è il Canzoniere, una raccolta delle sue principali opere in prosa che egli selezionò attentamente per comporre questa raccolta. Soggetto principale di queste composizioni è Madonna Laura, la donna ideale e perfetta che, con il suo amore, conduce l’uomo innanzi a Dio.

Giovanni Boccaccio

Giovanni Boccaccio da Wikipedia.it

Giovanni Boccaccio nasce a Firenze nel 1313 in un contesto famigliare borghese. Trascorre la sua giovinezza a Firenze, seguendo poi il padre alla corte napoletana di Roberto d’Angiò nel 1327. La sua formazione si costruisce quindi in un ambiente di corte, e questo dà vita a una cultura superficiale ma di largo respiro. Si appassiona ai testi classici e, come Petrarca, non vi cerca interpretazioni allegoriche ma li analizza cercando di ricavarne il vero significato.
La sua opera più importante è il “Decameron” che narra la storia di dieci giovani che, durante l’epidemia di peste del 1348, decidono di sfuggire alla malattia rifugiandosi sulle colline fuori Firenze. Durante questa sorta di esilio, i ragazzi si intrattengono inventando a turno novelle. Cento di esse compongono appunto il “Decameron” (il cui nome fa riferimento ai dieci giorni in cui furono inventate le novelle: una a testa per ogni giovane, per dieci giorni). Temi principali delle novelle sono l’amore, la fortuna, la galanteria, la furbizia.
La forma innovativa dell’opera, che include novelle in una macro-novella, e che inizialmente portò numerose critiche all’autore, ha successivamente decretato il grande successo di Boccaccio a livello internazionale.

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